Gabriele Strata

General Management

Gabriele Strata

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“Un talento dalla sensibilità straordinaria e dalla tecnica perfetta” (Il Sole 24 Ore).

Primo Premio al Concorso Internazionale di Rio de Janeiro nel 2023, Secondo Premio, Premo del Pubblico e Premio per la Musica da Camera al Montreal International Musical Competition e Premio Venezia 2018, Gabriele Strata spicca tra i talenti emergenti italiani per la profonda maturità interpretativa ed un’invidiabile brillantezza tecnica.

Biografia

Elogiato da Gramophone per la forza della sua personalità musicale e la chiarezza della sua visione interpretativa, Gabriele Strata si distingue per un approccio al repertorio pianistico estremamente personale e riflessivo. Di recente, ha sostituito con breve preavviso Maria João Pires nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart sotto la direzione di Kent Nagano, in un’interpretazione accolta con grande favore dalla critica.

Tra gli impegni più recenti figurano un recital solistico al Festival International de Piano de La Roque-d’Anthéron e una residenza presso la Società del Quartetto di Milano, dove è stato protagonista di una Schubertiade articolata in un recital solistico, un concerto di musica da camera e l’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Beethoven con l’Orchestra Sinfonica di Milano.
Nel 2025 è stato nominato artista in residenza per un triennio dagli Amici della Musica di Firenze, con regolari esibizioni solistiche e cameristiche al Teatro della Pergola.

Vincitore di premi in diversi concorsi internazionali, tra cui il Concours International de Musique de Montréal, il Rio de Janeiro International Piano Competition e il Premio Venezia, Strata si esibisce in Europa, nelle Americhe e in Asia in importanti sale e istituzioni, tra cui la Berliner Philharmonie, la Wigmore Hall e il Barbican Centre di Londra, il Concertgebouw di Amsterdam, il Teatro La Fenice di Venezia, la Sala Verdi di Milano, la Maison Symphonique di Montréal, la Sala São Paulo e la Minato Mirai Hall di Yokohama.
Il suo repertorio spazia dal Barocco alla musica contemporanea, riflettendo un approccio musicale ampio e curioso. Dedica particolare attenzione alla costruzione di programmi che pongono le opere in dialogo tra loro, rivelando connessioni inattese e offrendo nuove prospettive sul repertorio pianistico.
Schubert è diventato uno dei fulcri della sua recente attività artistica, accanto a un costante interesse per la musica contemporanea. Questa curiosità lo ha portato anche a sviluppare progetti interdisciplinari, tra cui la collaborazione con il coreografo Adriano Bolognino per Chopin – Into Us, un recital chopiniano in dialogo con la danza contemporanea.

Ha studiato con Boris Berman, Benedetto Lupo, Ronan O’Hora e Julia Mustonen-Dahlkvist, conseguendo un Master of Music alla Yale University e diplomandosi con il massimo dei voti e la lode all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana in riconoscimento degli eccezionali meriti artistici.